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Barbara Mogni, artista di gioielli creativi

… e l’Atelier Bàmbu, dove l’arte incontra la moda che profuma d’Oriente

di Emanuela Fecchio
foto © Umberto Gavazza Sarubbi e Andrea Vigato
Il “profumo d’Oriente” l’ho sentito da quando ho iniziato a seguire Barbara sul web. Sì, ci siamo incontrate così, nella rete, in quel groviglio di informazioni nel quale spesso è difficile districarsi. Eppure, è accaduto!

Bella, sorridente, creativa, romantica e anche un po’ pungente, Barbara Mogni inizia il suo percorso creativo da bambina, quando, di nascosto, curiosa nel cassetto della macchina per cucire della nonna e ruba bottoni per comporne bizzarre collane. Un salto e arriva all’Accademia di Brera, quella che le ha dato la possibilità di “vivere Milano”.

Ma Barbara ama il bijoux, ha un sogno e lo realizza: apre un vero e proprio “atelier parigino” ricco di atmosfera, colori e idee nel centro storico di Asti.

L’artista, nelle sue creazioni, decontestualizza e abbina materiali diversi come pesci in pietra, metallo, simboli in lacca, bottoni e pendagli provenienti da tutte le parti del mondo; li rielabora e, insieme al singolo cliente o alle diverse aziende che da anni si rivolgono a lei, crea meravigliosi gioielli in pezzi unici, dando molta importanza al riutilizzo dei materiali. Perché? Per motivi di risparmio e per affetto.

Il suo gusto personale e l’amore per l’Oriente emergono in modo chiaro e singolare. Io, riconoscerei le sue creazioni in mezzo a mille!

Il suo atelier è un piccolo salotto dove si parla, si condivide, si costruisce e si alimenta un rapporto unico. Dove si crea qualcosa insieme. C’è un’altra cosa che mi piace di Barbara, i suoi disegni. Quegli “schizzi di progettazione” che abbina alle foto delle sue creazioni, bellissimi!

Barbara Mogni - progetti

C’è un qualcosa che quando l’indossi dici “sono proprio io”?
Il primo kimono comprato sui Navigli a Milano tanto tempo fa, quando ancora per me l’Oriente era lontano…

Per raccontare la tua vita partiresti da?
Tanti sogni nel cassetto!

Cos’è la felicità?
Poter sorridere con gli occhi.

Una parola che vorresti abolire?
Indifferenza.

Se le tue mani potessero contenere?
La gioia di mio figlio.

Perché Bàmbu?
Per amore del simbolismo che il bambù racconta nelle culture orientali e nel ricordo della mia prima collezione prodotta con pezzi unici di “bambù di mare”. Ho poi fatto arretrare l’accento perché, dando un’occhiata in giro, le aziende che portavano il nome di Bambù… erano tutti vivai!

Chi ti piacerebbe incontrare?
Una persona sincera.

Se chiudi gli occhi vedi?
La voglia di inventarmi.

Barbara Mogni, è nata a Torino 47 anni fa, ha frequentato il Liceo Scientifico ad Asti per poi spostarsi a Milano e “vivere” l’Accademia di Brera. Ha lavorato per dieci anni come graphic designer freelance con l’Architetto A. Guarene per poi catapultarsi nel mondo del bijoux prima come consulente poi come produttore. Dal 2000 a oggi è titolare di Bàmbu, azienda di produzione e consulenza di bijoux e accessori sita ad Asti.

Per saperne di più:
http://www.bambubijoux.it
http://4over.wordpress.com
http://www.facebook.com/pages/Bàmbu

 

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Patrimonio dell’umanità e dell’Unesco

Kasuga Taisha (春日大社),
il tempio delle mille lanterne

di Emanuela Fecchio

©mamotiamo

©mamotiamo

Costruito in linea con i principi scintoisti di purezza e rinnovamento, il santuario delle mille lanterne Kasuka Taisha, si trova a Nara, antica capitale del Giappone, una piccola città dall’atmosfera tranquilla, creata ad arte per non disturbare il lungo riposo dei suoi antenati. Gli imperatori che regnarono a Nara professarono il Buddismo, per questo, ancora oggi, troviamo molti templi dedicati a questa cultura. Una piccola città la cui storia è ancora più antica di quella di Kyoto, dove girano liberi  numerosi cervi sacri, messaggeri divini, protagonisti di diverse leggende e dove i prati verdi lasciano spazio a una città ad alto interesse artistico e turistico, patrimonio dell’umanità e dell’Unesco. La via che conduce al santuario è un susseguirsi di mille lanterne di pietra e altre mille in bronzo sono appese ai cornicioni degli edifici più vicini al complesso principale. Due volte l’anno, nel mese di febbraio e a metà agosto, vengono illuminate per la celebrazione dell’Obon, in onore dei defunti che tornano a far visita ai propri cari.

Immerse nel verde, le lanterne del tempio sono ricoperte in gran parte dal muschio, uno spettacolo per occhi e cuore!

Lanterne di luce
guardiane del Tempio
rinnovano pace

(恩)

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Un prisma di vitamine

Il melograno, energia vitale!

di Emanuela Fecchio

©mamotiamo

©mamotiamo

La melagrana, tonda, rossa, ricca di un’infinità di semini dal succo dolce e leggermente acidulo, è il frutto di una pianta millenaria di origine asiatica diffusa fino all’estremo oriente. È simbolo di longevità e fertilità e viene spesso definita “frutto della medicina”.

Particolarmente ricca di sali minerali come potassio, manganese, zinco, rame, fosforo e, anche se in quantità minore, ferro, sodio e calcio, nel suo succo troviamo anche le vitamine A, B, C, E e K.

La maturazione dei frutti avviene in autunno. Se avete la fortuna di poterla cogliere dall’albero meglio, diversamente prima di acquistarla, occorre fare attenzione che la buccia sia priva di macchie e di spaccature. Il colore della buccia deve essere rosso con sfumature gialle. È sempre consigliabile evitare l’acquisto dei frutti acerbi, poiché la melagrana è un frutto che matura esclusivamente sull’albero!!!

Una curiosità sui colori. ROSSO. La melagrana ha un notevole potere colorante e viene quindi utilizzata come tintura naturale. Questa proprietà è data dalla presenza di tannini e di flavonoidi che sono delle sostanze pigmentate che si ottengono non solo dal succo del frutto ma anche dal legno del melograno.

Dalla buccia di questo frutto si può ottenere anche il colore GIALLO più o meno chiaro a seconda del grado di maturazione della melagrana e, secondo un antico procedimento babilonese, la lana tinta di blu fatta bollire in un decotto di scorze di melagrana assume un bellissimo colore VERDE SMERALDO.

Tempo d’Autunno
rosso rubino
il melograno!

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Cachi o Kaki (柿子), un frutto che mette allegria!

Il “Loto” del Giappone

di Emanuela Fecchio

©mamotiamo

Originario della zona centro-meridionale della Cina, il cachi è una delle più antiche piante da frutto coltivate dall’uomo. Chiamato anche Albero delle sette virtù, il cachi è longevo e la sua rigogliosa chioma di foglie dona nel periodo estivo una grande ombra. Gli uccelli hanno la possibilità di nidificare a lungo tra i suoi rami, mentre le sue foglie giallo-rosso colorano il cielo fino all’arrivo dei frutti per poi cadere e diventare un’ottima sostanza concimante.

Il cachi raccoglie nel suo colore arancio intenso e nella sua polpa tenera e zuccherina, gli ultimi raggi di sole di passaggio tra l’autunno e l’inverno.
In Giappone quest’albero è considerato simbolo di pace. Dopo il bombardamento di Nagasaki (1945), il botanico Masayuki Ebinuma, si prese cura di alcune piante di cachi sopravvissute. I loro semi garantirono la sopravvivenza alle generazioni successive. Ispirato a questo gesto è nato il Kaki Tree Project “La rinascita del tempo” che oggi vede partecipi con progetti, manifestazioni artistiche e work-shop legati alla pianta del cachi, 135 località in 20 paesi del mondo http://www.kakitreeproject.com
Ricco di vitamina C, beta-carotene e potassio, è molto indicato per depurare il fegato e l’apparato nervoso ma attenzione… è ricco di zuccheri e molto calorico!

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Marco Campedelli, calligraphy and quest for a synthesis

A black handcrafted sign on a sheet of paper

by Emanuela Fecchio

Marco’s art is very inspiring. Every time I look at his works, I feel I shall one day attend one of his courses. He has attracted me not only by the elegance of his calligraphy, of his neat, tidy script, but also by the continuous quest for a synthesis he pursues in his art. He has engraved wonderful stamps in pencil/ink erasers.
He believes that life must be elegantly interpreted and made up. He likes good quality graphics, Arts, and the fine handcrafted sign on a sheet of paper.

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Walter Gjergja (Shi Xing Mi 释行米) and the Shaolin Chan

Clear vision, serenity and complete harmony in ourselves

by Emanuela Fecchio

For 1500 years Shaolin monks and Masters have been practicing the Wu Shu as a complete philosophy of body and mind training.
Wu Shu is a martial art better known as Kung Fu in the western world.
Walter Gjergja has devoted his life to the studying and spreading of this branch of the martial arts. A journey to the perfect harmony of body and mind. His teaching method combines physical training and meditation with particular fighting techniques fashioned on the behaviour of the animals that live in the forests surrounding the Shaolin Temple in China.
When you look at Walter practising his art, you immediately perceive and realize how his concentration and movement together with some animal figure reference like the tiger, the snake, the eagle become a unicum in the here and now in a state of inner peace.
As a teacher he has to travel often. In Europe he travels by car, because he likes to explore, take a different path to admire a particular landscape, discover new places  and open new perspectives.
Shi Xing Mi, as I like to call him, begins his days drinking green tea and deeply meditating on the beauty of Today regardless of what the new day may bring. Continua a leggere

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Shots from the country of the Rising Sun

A shot: still and precise gestures, everlasting perception of vitality

by Emanuela Fecchio

I have been fascinated by F.G.’s photos even before meeting him. The single leading thread in his peculiar way of making the instant still in a shot: Japan. Continua a leggere

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